Le malattie infiammatorie: definizione e quadro clinico

L’infiammazione è definita come una reazione protettiva ad una lesione del tessuto e più precisamente è rappresentata dallo sforzo che il nostro corpo mette in atto per inattivare o sopprimere gli organismi invasori, per eliminare le sostanze irritanti e per creare le condizioni ottimali per il recupero del tessuto danneggiato.

Tra le principali cause possiamo identificare(1):

  •  trauma fisico
  • prodotti chimici nocivi;
  • agenti microbiologici.
  • numerosi stimoli (per es. agenti infettivi, ischemia, interazione antigene-anticorpo o altri stimoli termici o meccanici).

Il processo infiammatorio presenta delle caratteristiche che vengono universalmente riconosciute come tipiche e per quanto concerne le risposte infiammatorie possiamo identificare tre fasi distinte, ognuna delle quali caratterizzata da meccanismi differenti:

1) una fase acuta transitoria, caratterizzata da vasodilatazione locale ed aumento della permeabilità vascolare;

2) una fase ritardata subacuta, principalmente caratterizzata da infiltrazione di leucociti e fagociti protagonisti del sistema immunitario;

3) una fase cronica proliferativa, durante la quale si osserva degenerazione tissutale e fibrosi (processo per il quale in un organo o in un tessuto aumentano le componenti connettivali rispetto a quelle parenchimali).

A livello macroscopico, il processo infiammatorio è accompagnato superficialmente da alcuni segni classici quali l’edema, eritema e sintomi dolorifici crescenti.

Più nello specifico, l’infiammazione è causata dal rilascio da parte delle cellule infiammatorie e del tessuto lesionato di numerosi mediatori chimici:

 

  • Mediatori infiammatori: tra i principali indichiamo le amine (istamina e idrossitriptamina e i lipidi (prostaglandine, leucotrieni, PAF);
  • Mediatori proteici, quali interleuchina-1 e TNF.

 

L’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia cronica che presenta molteplici manifestazioni molto diverse tra loro. La più significativa è sicuramente rappresentata dall’infiammazione cronica della membrana sinoviale, ovvero della sottile membrana di tessuto connettivo che riveste interamente la capsula articolare e la parte articolare dell’osso nel corpo umano, presente nelle articolazioni. Questa patologia causa la distruzione della cartilagine ed erosioni ossee fino ad arrivare ad una vera e propria deformazione delle articolazioni.

Possiamo identificare tre fasi principali che identificano i diversi stadi della malattia:

 

  • fase iniziale: processo infiammatorio non specifico;
  • fase di amplificazione: causata dall’attivazione dei Linfociti T (cellule fondamentali della risposta immunitaria specifica derivate da una cellula staminale pluripotente del midollo osseo e maturate nel timo);
  • fase di infiammazione cronica e conseguente danno tissutale.

 

La terapia farmacologia di questa patologia si sviluppa principalmente attorno a cinque diversi approcci scientifici che presentano obiettivi comuni (attenuazione ed eliminazione del dolore, riduzione progressiva del processo infiammatorio, protezione delle strutture articolari, rallentare il decorso della malattia o bloccarne l’evoluzione):

 

  • Primo: utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) con effetto analgesico ed antipiretico per limitare il processo infiammatorio localizzato.
  • Secondo: utilizzo di glucocorticoidi a basso dosaggio (ormoni che riducone le risposte infiammatorie).
  • Terzo: utilizzo di “farmaci antireumatici che modificano la malattia” o “farmaci antireumatici ad azione lenta”. Questa classe di farmaci comprende il metotrexato, i sali d’oro, la D-penicillamina, gli antimalarici e la sulfasalazina.
  • Quarto: utilizzo di agenti terapeutici costituiti da composti che legano e neutralizzano il TNF (come ad esempio l’anticorpo monoclonale infliximab.
  • Quinto: utilizzo di farmaci immunosoppressori e citotossici, come l’azatioprina, la leflunomide, la ciclosporina e la ciclofosfamide.

 

Da un punto di vista statistico si evince che la popolazione femminile è più colpita rispetto a quella maschile (le donne colpite sono circa tre volte più dei maschi). L’incidenza della malattia è di circa lo 0.8% nella popolazione generale, può variare tra lo 0.3% e il 2.1% ed aumenta dopo i 60 anni di età.

Nel tentativo di tenere sotto controllo la malattia sono stati utilizzati alcuni approcci “alternativi” a scopo precauzionale come una dieta alimentare ricca di alcuni acidi grassi come l’eicosapentaenoico, presente in certi oli di pesce.

 

L’osteoartrite è la forma più comune di artrite che colpisce principalmente gli anziani e coloro che presentano deformazioni articolari pregresse. Determina una costante degradazione della cartilagine e una progressiva riduzione della cavità articolare. Alla distruzione della cartilagine partecipano anche alcuni fattori locali, come le proteasi lisosomiali, le metalloproteinasi neutre e le citochine (ad es. l’interleuchina-1).

Come per l’artrite reumatoide, i principali trattamenti farmacologici si basano sull’utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei; solo a volte si ricorre all’utilizzo di iniezioni corticosteroidi intrarticolari.

 

 Fitoterapia dei processi infiammatori.

Anche se meno utilizzate dei classici farmaci antinfiammatori steroidei e non, l’utilizzo di piante medicinali con proprietà antinfiammatoria negli ultimi anni è notevolmente aumentato. Sono stati pubblicati numerosi studi clinici che sottolineano l’efficacia di numerosi estratti vegetali nel trattamento di patologie infiammatorie.

Tali studi hanno evidenziato come alcuni di questi stanno portando risultati molto positivi e incoraggianti; facciamo riferimento soprattutto allo Harpagophytum Procumbens, Boswellia Serrata e Ananas Comosus

PRODOTTO CONTENENTE Harpagophytum procumbens + Boswellia Serrata + Ananas Comosus AZUMA 4 crono

(1) F.Capasso, G. Grandolini e A. A.Izzo: “Fitoterapia”.Impiego Razionale delle droghe vegetali.

 

 

 Slice pineapple Herstellung von Weihrauchkapseln

(Nelle foto: capsule di Boswellia Serrata e Ananas Comosus)

Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.

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