LA PROSTATA

Definizione e fisiopatologia

La prostata è una ghiandola fibromuscolare di forma variabile che fa parte dell’apparato genitale maschile la cui funzione principale è quella di produrre ed emettere il liquido seminale che contiene gli elementi necessari per veicolare gli spermatozoi. Le funzioni principali sono:

  • Produzione del liquido spermatico;
  • Degradazione ed eliminazione degli spermatozoi invecchiati;
  • Difesa dei testicoli e della via urinaria superiore.

E’ un organo che molto frequentemente viene interessato da diverse patologie come l’ipertrofia prostastica benigna, infiammazioni, infiammazioni (prostatiti) e tumore.

 

Iperplasia Prostatica Benigna

Di notevole rilevanza è l’Iperplasia Prostatica Benigna (IPB) o fibroadenomioma prostatico che determina un ingrossamento della ghiandola prostatica. Questa patologia si manifesta già intorno all’età di quaranta anni e colpisce il 70% della popolazione di sesso maschile. La Gravità dell’IPB non è tanto data dall’ingrossamento volumetrico dell’organo prostatico ma dall’ostruzione dell’uretra che questo può causare.

L’ostruzione determinata dalla IPB costringe la vescica ad un lavoro sempre maggiore che col tempo porta ad un esaurimento della capacità contrattile della vescica. Considerando che l’emissione dell’urina avviene per la contrazione della vescica con la simultanea apertura dello sfintere vescicale esterno(situato al di sotto del segmento uretrale circondato dalla prostata (uretra prostatica), è chiaro che la perdita della capacità contrattile della vescica unita all’ ostruzione dell’uretra prostatica determina lo svuotamento incompleto della vescica con l’atto minzionale e la comparsa del cosiddetto residuo post-minzionale.

Diventa quindi importante la prevenzione di tale patologia per evitare l’insorgenza di danni permanenti alla vescica. L’IPB è una malattia caratterizzata da un ingrossamento della prostata che comporta sintomi delle basse vie urinarie (LUTS=Lower Urinary Tract Syntoms) che interferiscono sulla qualità di vita dei soggetti di sesso maschile.

Prostatite

La prostatite, ovvero una forte infiammazione dell’organo prostatico, colpisce più di un terzo della popolazione maschile provocando disfunzioni molto fastidiose e persino invalidanti.

Pur assistendo ad una continua evoluzione delle classificazioni di prostatiti, possiamo individuare tre diverse tipologie sulla base del grado di infiammazione e dei segnali di disfunzione rilevabili:

Prostatite acuta batterica

E’ un’infiammazione acuta accompagnata da febbre medio-alta che provoca un forte dolore addominale inferiore. A causa della congestione locale e presumibilmente della conseguente reazione di autodifesa, la patologia è associata ad una perdita della capacità di erezione ed eiaculatoria. L’infiammazione si può estendere o ad un testicolo, o ad entrambi provocando fenomeni di orchite, o colpire la via urinaria superiore.

Prostatite cronica batterica

E’ un’infiammazione prolungata nel tempo di medio-bassa intensità non accompagnata da febbre. Il conseguente dolore è un fastidio pelvico che molto spesso interessa uno o entrambi i testicoli dando luogo a epididimiti con formazione di cisti . Il deficit di erezioni o di eiaculazione, nella maggior parte dei casi, non è una stretta conseguenza della patologia ma varia molto da soggetto a soggetto. Il processo infiammatorio può aggravare un eventuale varicocele e/o idrocele già esistente. In alcuni casi si manifestano emissioni (grado medio-lieve) di sangue fresco nello sperma.

III. La CPPS (Chronic pelvic-prostatic Syndrome)

Infiammazione che si manifesta in due forme con elementi sintomatologici simili molto spesso legata a squilibri intestinali e nutrizionali. Scarsa rilevazione di microrganismi patogeni in colonizzazione della ghiandola. Anche in questo caso siamo in presenza di un dolore medio-basso nella zona lombare e pelvica con possibile comparsa di processi infiammatori che colpiscono uno o entrambi i testicoli provocandone un aumento di volume e una sensazione di fastidio. Spesso è accompagnata da un’ipersensibilità del glande e da un rischio di eiaculazione precoce molto elevato.

Come abbiamo detto in precedenza, si individuano due tipologie di patologia che si possono differenziare solo tramite l’esame del secreto prostatico(EPS) e dello sperma:

1) CPPS infiammatoria: caratterizzata da una numerosa presenza di globuli bianchi;

2) CPPS disfunzionale (non infiammatoria): assenza di cellule infiammatorie (globuli bianchi).

 prostatite_modificata

 Prostatite asintomatica/iposintomatica

Infiammazione caratterizzata da una assenza di sintomatologia sclinica rilevante: assente la fase dolorosa, raro l’ingrossamento di uno o di entrambi i testicoli, lieve e localizzata sensibilità del glande; questa patologia viene rilevata solo con specifici test clinici quale ad esempio l’ecografia prostatica, testicolare o lo spermiogramma.

 Le molteplici cause delle prostatiti

Se numerose e differenti tra di loro sono le cause della prostative, numerosi studi clinici hanno evidenziato come i veri protagonisti del processo infiammatorio siano i microrganismi patogeni, abili ed efficaci colonizzatori.

Di seguito riportiamo un elenco di possibili cause di processi infiammatori che possono trasformarsi in prostatiti:

  • Alimentazione irregolare e non equilibrata: eccessiva assunzione di cibi grassi e bevande alcoliche o superalcoliche può facilitare lo sviluppo di una congestione pelvica o essere alla base del trasferimento per via linfatica dei microrganismi patogeni.
  • Fumo: indebolendo ed inibendo il sistema immunitario centrale aumenta la possibilità di forti infiammazioni locali.
  • Disfunzioni intestinali: soprattutto quelle che interessano il sigma-retto provocando una congestione pelvica che poi induce prostatite attraverso il trasferimento dei microrganismi.
  • Sedentarietà: una limitata attività fisica riduce la movimentazione dei fluidi corpori e quindi facilita la proliferazione batterica.
  • Tress e tensioni psico-fisiche: indeboliscono le difese immunitarie del corpo facilitando l’insorgere di infiammazioni localizzate.
  • Astinenza eiaculatoria: per periodi medio-lunghi (superiori a 4/5 giorni) riduce il lavoro secretorio prostatico e di conseguenza riduce l’eliminazione di sperma “degradato” veicolo di residui tossici e iperossidanti ad alta azione infiammatoria.
  • Azioni terapeutiche chirurgiche: se invasive come per esempio l’applicazione del caterismo uretrale possono favorire l’insorgeredi gravi infiammazioni.
  • Stop contrpressorio all’eiaculazione: utilizzato come metodo di blocco per il controllo dell’eiaculazione precoce causa microlesioni delle strutture prostatiche che possono attivare reazioni infiammatorie.
  • Patologie uretrali e prepuziali: patologie come stenosi (restringimento dell’uretra o del meato uretrale), disfunzione dell’uretra prostatica, fimosi e parafimosi.
  • Lesioni lombosacrali: riducono il normale funzionamento della prostata provocando stimoli trofici e innervazione delle pareti innescando così risposte infiammatorie.La diagnosi della prostatite

Gli esami per la definizione del quadro della prostatite sono:
– valutazione digitale transrettale (DRE – digital rectal exam): eseguita dall’andrologo inserendo un dito guantato nell’ano. Esame completo di fondamentale importanza capace di dare una precisa valutazione clinica delle dimensioni della prostata, del dolore pelvico alla pressione, dell’intensità dello stimolo minzionale, del fastidio ai testicoli e al glande.
– coltura del secreto prostatico: avviene massaggiando e esercitando una pressione sulle diverse parti della ghiandola. Una volta uscito dal meato eretrale viene raccolta su un tampone e analizzato in laboratorio per valutare la presenza di ceppi batterici o fungini e la densità di questi.
– spermiogramma e analisi biochimica dello sperma: esami qualitativi del liquido spermatico. Forniscono un’analisi completa e dettagliata del comportamento degli spermatozoi e della loro mobilità.

– ecografia scroto-testicolare con fase doppler: l’esame definisce e verifica la struttura del contenuto scrotale, in particolare dell’epididimo per scongiurare la presenza di possibili formazioni cistiche.
– ecografia prostatica transaddominale e transrettale con fase doppler:permette di valutare la morfologia, le dimensioni e la struttura dell’organo prostatico.
– dosaggio ematico di PSA (antigene prostatico specifico): permette di valotare lo stato dell’infiammazione, la capacità di risposta del sistema immunitario e le ripercussioni sull’organismo.

 Terapie

La forma ordinaria e la cpps dovranno avere un percorso terapeutico di medio termine (anche se talvolta sarà prolungato sino ad un biennio) integrato e ricostitutivo caratterizzato da:
– terapia immunotissulare (SAT);
– terapia antiossidante ed antiradicali liberi;
– terapia antiurica;
– terapia antibiotica;
– terapia alimentare.

Uso di fitoterapici (utili principalmente nell’alleviare la sintomatologia irritativa): ricordiamo tra questi:  Serenoa Repens, Urtica Dioica, Pinus Pinaster

PRODOTTO A BASE DI SERENOA REPENS+PINUS PINASTER+URTICA DIOICA IPB-TRE

 

fresh nettle leaves with a mortar on a white background Maritime Pine tree group. Baratti, Tuscany. saw palmetto

(Nelle foto nell’ordine:   Serenoa Repens, Pinus Pinaster e Urtica Dioica )

 

 

 

 

Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute

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