I Reni

I reni sono due organi rossi scuri simmetrici, lunghi circa 10 cm e larghi 7, spessi 3 cm, del peso di 150 grammi, collocati nella cavità addominale, più specificatamente ai lati delle ultime vertebre toraciche. Per quanto concerne il loro funzionamento ogni rene, dopo aver ricevuto una grossa quantità di sangue dall’arteria renale (ramo dell’aorta) e dopo averlo filtrato, ha il compito di riversarlo nella vena renale. Sono due organi essenziali per la sopravvivenza le cui funzioni principali sono:

  • Eliminazione di sostanze inutili o dannose (farmaci e prodotti finali del metabolismo come urea, acido urico ed eccesso di ioni H+ );
  • Regolazione degli equilibri idro-salini nel sangue.

La principale unità funzionale dei reni è il nefrone, un tubulo microscopico che ha la capacità di filtrare il sangue e successivamente, una volta filtrato, di raccoglierlo dando orignine all’urina. Il nefrone è composto da due parti:

  • Parte vascolare. E’ formata dal glomerulo, una porzione vascolare del corpuscolo renale di Malpighi  e che rappresenta un gomitolo vascolare costituito da una rete mirabile arteriosa (o sistema portale arterioso) in quanto formato da capillari interposti tra duearteriole, l’afferente e l’efferente. Qui avviene la filtrazione delle sostanze estranee e dannose dando origine alla preurina.
  • Parte Tubolare. In questa parte il filtrato viene raccolto in una struttura tubolare chiamata capsula di Bowman. Da questa capsula si diparte il tubo renale, diviso in tubulo prossimale, ansa di Henle e tubulo distale, che sbocca nel tubulo collettore. Quest’ultimo sfocia nel bacinetto renale situato nella parte concava del rene, dove rientra l’arteria renale e esce la vena renale. Quando la preurina abbandona la capsula di Bowman va incontro a modificazioni tramite processi di riassorbimento e secrezione.

Nel nefrone avvengono tre processi fondamentali:

  1. Filtrazione: avviene tra capillari glomerulari e capsula di Bowman. Per assolvere questa funzione, durante la giornata i reni filtrano una quantità enorme di plasma (circa 180 litri), per poi operare un riassorbimento selettivo delle sostanze che non devono essere eliminate. Nel filtrato non passano, a causa delle loro dimensioni, le cellule e le proteine più grandi.
  2. Riassorbimento: recupero di acqua e soluti filtrati (prodotti utili per il funzionamento dell’organismo come il glucosio, gli aminoacidi e le vitamine) che lasciano il filtrato e tornano nel circolo sanguigno.
  3. Secrezione: alcune sostanze presenti nel sangue si aggiungono a quelle filtrate. Di fatto è il processo inverso al riassorbimento. Tra le sostanze secrete troviamo i farmaci, le molecole presenti in eccesso e non necessario per l’organismo e gli ioni H+.
  4. Escrezione: eliminazione dell’urina nelle pelvi renali. La quantità eliminata equivale a quella filtrata meno quella riassorbita.

Per fornire alcuni dati quantitativi possiamo affermare che attraverso i reni transitano circa 700ml di plasma in un minuto: 125 di questi vengono filtrati (180 litri di preurina al giorno) mentre solo un 1% (circa 1,5 litri al giorno) viene espulso tramite il processo di escrezione.

 

Calcolosi Urinaria

I calcoli urinari sono concrezioni cristalline che possono formarsi nell’apparato urinario  in seguito alla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze (principalmente sali minerali) disciolte nelle urine. La condizione patologica che colpisce circa il 10% della popolazione generale, legata alla formazione dei calcoli è detta calcolosi urinaria o urolitiasi. Mentre i calcoli più piccoli possono essere espulsi spontaneamente, quelli più grandi hanno bisogno di un trattamento medico specifico a seconda delle loro caratteristiche. Proprio a causa delle loro dimensioni e della loro composizione, i calcoli possono muoversi dalla loro sede di origine ed andare ad ostacolare il flusso dell’urina provocando un dolore spesso intenso. Questa ostruzione favorisce l’insorgere di infezioni urinarie e, se non presa in considerazione nel breve periodo, può provocare una progressiva insufficienza renale.

 Le cause

Le cause di formazione dei calcoli renali sono molteplici e le principali sono:

  • Eccessiva concentrazione nelle urine di alcuni sali come quelli a base di calcio (ossalato o fosfato di calcio). Questi sono i calcoli più frequenti. La formazione di questi cristalli avviene principalmente quando l’apporto di liquidi è ridotto o le perdite di liquidi sono eccessive (sudorazione, diarrea).
  •  Difetti di metabolismo e di eccessi dietetici che provocano un’eccessiva eliminazione di calcio con le urine.
  • Ridotto presenza nelle urine di fattori di protezione che impediscono la formazione di cristalli di calcio.

 

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Fattori di rischio

Come abbiamo già detto la patologia medica legata ai calcoli renali colpisce il 10% della popolazione e soprattutto quella maschile tra i venti e i quarant’anni. In questa fascia di età l’incidenza della malattia supera il 15%.

Ancora oggi le cause della calcolosi non sono state completamente chiarite quindi impossibile è dare una definizione di queste. Molto più semplice e chiara è stata la definizione di alcuni fattori e comportamenti che favoriscono l’insorgere della patologia:

  • sesso: la probabilità di formazione di calcoli nella popolazione maschile è tripla rispetto a quella femminile dove la maggiore concentrazione di citrato nelle urine spiegherebbe questa minore incidenza del problema;
  • età: la fascia di età più colpia è quella tra i venti e i quaranta anni;
  • disidratazione:eccessiva perdita di liquidi (diarrea, iperidrosi, ecc.);
  • scarso introito di liquidi: un flusso di urine limitato favorisce il ristagno e quindi la precipitazione dei sali.
  • acidità delle urine: pH urinario inferiore a 5 (per quanto riguarda alcuni tipi ben precisi di calcio, come quelli di cistina, xantine ed acido urico);
  • storia familiare di calcoli renali: è il caso ad esempio dei calcoli di origine cistinica in cui, a causa di un difetto congenito del rene, un amminoacido scarsamente solubile nelle urine (cistina) precipita formando dei cristalli;
  • infezioni croniche delle vie urinarie;
  • abuso di certi medicinali o di integratori salini e vitaminici;
  • ipertiroidismo (effetto catabolico sul tessuto osseo) e iperparatiriodismo (aumento calcemia);
  • dieta incongrua;
  • etnia: maggiore incidenza dei calcoli renali nella razza bianca ed asiatica;
  • clima (durante il periodo caldo estivo la maggiore evaporazione, se non reintegrata da un adeguato apporto di liquidi aumenta la concentrazione delle urine e la precipitazione dei calcoli).

 

Sintomi e trattamenti

I sintomi della calcolosi urinario sono legati al mancato passaggio del calcolo dal rene alla vescica attraverso l’uretre che ha un diametro inferiore al centimetro. Si crea così una tensione acuta delle vie urinarie provocata dal mancato deflusso dell’urina accumulata a causa della presenza del calcolo. Il quadro sintomatologico della patologia è definito come “colica renale” descritta come un dolore acuto al fianco in corrispondenza del lato dove è presente il calcolo che si estende verso il basso fino a d arrivare all’inguine e alla regione genitale. Tale situazione clinica può essere accompagnata da un frequente stimolo a urinare o dalla presenza di sangue nelle urine.

Per i calcoli più piccoli (inferiori a 4mm) che vengono espulsi spontaneamente la terapia si basa su farmaci che rilassano le vie urinarie e su antinfiammatori accompagnati da un prudente apporto di liquidi. Un eccessivo aumento di liquidi potrebbe essere dannoso in quanto tende a causare una dilatazione e un’eccessiva pressione delle vie urinarie. Sono consigliati relax e bagni caldi per rilassare la zona d’interesse sfruttando la vasodilatazione e riducendo le tensioni e gli spasmi muscolari.

Per i calcoli di dimensioni importanti o contenuti nelle cavità renali o vescicali si procede con il trattamento extracorporeo o endoscopico.

  • Extracorporeo: si “bombarda” il calcolo dall’esterno con onde acustiche concentrate provocando una vera e propria frammentazione del cristallo.
  • Endoscopico:introduzione di sottili sonde che dopo aver localizzato il calcolo lo polverizzano tramite l’erogazione di energia meccanica o laser. Negli ultimi anni si ricorre sempre meno al trattamento chirurgico tradizionale.

 Più nello specifico si ricorre a:

LITOTRISSIA EXTRACORPOREA: una serie di onde d’urto generate esternamente al corpo del paziente favoriscono la frantumazione del calcolo e l’eliminazione spontanea dei piccoli frammenti. Tale intervento è indicato in caso di calcoli di piccole e medie dimensioni (inferiori agli 1,5-2cm)

URETRORENOSCOPIA (litotrissia uretrale endoscopica): tramite una piccola sonda inserita per via uretrale il medico raggiunge ed esamina il calcolo frantumandolo con ultrasuoni o raggio laser.

LITROTISSIA RENALE PERCUTANEA: procedimento invasivo che consiste nel frantumare il calcolo ed estrarne i frammenti tramite uno strumento inserito attraverso un piccolo foro effettuato nel fianco.

TRATTAMENTO CHIRURGICO: si rende necessario nei casi estremi o qualora le precedenti tecniche abbiano dato scarsi risultati
In base al tipo di minerale costituente il calcolo, il medico può prescrivere farmaci utili per ridurre la formazione dell’aggregato, o comunque contribuire a frammentare il calcolo appena formato (favorendo, perciò, l’eliminazione spontanea dello stesso).

La terapia farmacologica, che deve sempre essere monitorata dal proprio medico e che ha l’obiettivo di ridurre la sintomatologia dolorosa ed eliminare le cause della colica, prevede principalmente l’utilizzo dei seguenti farmaci:

  • FANS: anti-infiammatori non steroidei (analgesici) per attenuare il dolore e ridurre lo spasmo.
  • Farmaci antispastici: rilassano la muscolatura del tratto genito-urinario interessato.
  • Antibiotici: si utilizzano quando la colica è causata da infezioni batteriche.
  • Antiemetici: farmaci che riducono nausea e vomito e riducono gli spasmi gastrointestinali.

La scelta dei farmaci dipende sostanzialmente dalla gravità del problema e dal minerale principale del calcolo:

  • Allopurinolo: indicato per la cura dei calcoli di acido urico.
  • Antibiotici: consigliati in caso di calcoli da struvite (fosfato, ammonio e magnesio). Si ricorda che questa tipologia di calcolosi renale è favorita da un’infezione batterica quindi viene accompagnata dalla somministrazione di antibiotico.
  • Diuretici tiazidici: indicati in caso di aggregati di calcio.
  • Bicarbonato di sodio o citrato di sodio: l’azione alcalinizzante favorita dal farmaco è utile per alleviare la sintomatologia dolorosa e prevenire la formazione di alcuni tipi di calcoli.
  • Acidificazione ed alcalinizzazione delle urine: acidificare o alcalinizzare le urine può talvolta prevenire la formazione di calcoli renali.
  • Gli esami necessari per l’individuazione e successiva terapia del calcolo sono l’ecografia del rene e delle vie urinarie, radiografia o TAC spirale senza contrasto.

Per la prevenzione della patologia è necessaria un’abbondante diuresi; assumere una buona quantità di liquidi durante il giorno riduce la concentrazione di sali nell’urina: essi infatti, se troppo concentrati, possono facilmente aggregarsi e formare il calcolo.

Parallelamente è necessario accrescerne l’eliminazione; negli ultimi anni studi in materia hanno evidenziato l’importanza dell’utilizzo di piante officinali. Esistono infatti numerose piante la cui efficienza e efficacia è riconosciuta anche dal Ministero della Salute con il decreto 9 luglio 2012, aggiornato con decreto 27 Marzo 2014:

Peumus Boldus, Uva Ursina, Herniaria Hirsuta Asparagus Officinalis : favoriscono il drenaggio dei liquidi corporei, regolano il transito intestinale e aumentano ed ottimizzano la funzionalità delle vie urinarie.

 asparagus Tarro con hojas de boldo Baerentraube; Arctostaphylos; Uva-ursi;

PRODOTTI DI RIFERIMENTO Renalit combi

Renalit Combi Colic

 

 

Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.

(Immagini nelle foto nell’ordine: Peumus Boldus, Asparagus e Uva Ursina)

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